MESOPOTAMIA, MITI, Redazione AG

Il mito sumero di Ziusudra,la prima epica del diluvio

Ziusudra (o Zin-Suddu) di Shuruppak è un mitico Re sumero antidiluviano. Egli viene nominato nella Lista Reale Sumerica come ultimo Re ad aver regnato prima del diluvio che spazzò via ogni cosa. Il suo nome significa “colui che ha visto la vita“, in riferimento al dono dell’immortalità ricevuto dagli dei per essere scampato all’inondazione che quest’ultimi avevano scatenato sulla terra per distruggere il genere umano. Il mito del diluvio di Ziusudra è la più antica epica del diluvio mai ritrovata e anticipa di circa un secolo il racconto del diluvio contenuto nel poema assiro babilonese Hatrasis.

Il mito è conservato su una tavoletta scritta in caratteri cuneiformi risalente al periodo della prima dinastia di Babilonia (1700 a.C circa), quando la lingua impiegata nella scrittura religiosa e nei documenti amministrativi era ancora il sumero. Questa tavoletta è stata denominata “Genesi di Eridu” siccome oltre al mito del diluvio contiene anche una parte dedica alla creazione.

Sebbene il reperto risalga ad un momento tardo della cultura sumera, è senza dubbio la trasposizione letteraria di un mito arcaico risalente come minimo al periodo protodinastico (circa 3000 a.C). Ziusudra è senza alcun dubbio l’eroe del diluvio che nella letteratura accadica viene chiamavano Atrahasis, e che in qulla Babilonese, più precisamente nell’epopea di Gilgamesh classica, viene chiamato Utnampishtim.

È altrettanto indubbio il fatto che la tradizione mesopotamica abbia successivamente ispirato il mito ebraico/cristiano di Noè contenuto nella Genesi biblica. Nonostante i protagonisti epici abbiano nomi differenti ci sono numerosi elementi della storia che sono comuni a tutte e quattro le versioni del diluvio sopracitate.

La prima parte del mito di Ziusudra (genesi di Eridu) è dedicata alla fondazione delle prime città: Eridu, Bad-Tibira, Lars, Sippar, e Shuruppak. La prima città sulla quale viene fatta scendere la regalità dal cielo è Eridu. Dopo una considerevole sezione mancante del testo si apprende che gli dèi hanno deciso di inviare un diluvio per distruggere l’umanità. Il dio Enki (signore delle acqua dolci sotterranee (chiamato dai babilonese Ea) avverte il sovrano di Shuruppak dell’imminente catastrofe e gli dice di costruire una grande barca. Il passaggio che contiene le istruzioni per costruire la barca è andato perso, quando il testo riprende, viene descritto il diluvio, una terribile tempesta della durata di sette giorni.

Dopo di che Utu (il dio del sole sumero, che i babilonesi chiamano Shamash) si manifesta a Ziusudra, che si prostra sacrificando un bue e una pecora in onore del dio. Dopo un’altra parte mancante il testo riprende, il diluvio è apparentemente finito e Ziusudra viene chiamato al cospetto dei grandi dèi Anu e Enlin che gli fanno il dono dell’immortalità per essere scampato alla sentenza divina e per aver prolungato i giorni degli uomini sulla terra. Gli dèi lo portano ad abitare in Dilmun, il leggendario giardino dell’eden. Il resto del poema è andato perduto.

Traduzione della tavoletta che contiene il mito di Ziusudra (Genesi di Eridu)

[…] Cercherò di impedire la distruzione della mia umanità;

per Nintu, cercherò di fermare il genocidio della mie creature!

Voglio che la gente torni alle terre da loro abitate.

Siano tutte le loro cittĂ  ricostruite:

che la loro ombra sia riposante,

che i mattoni di tutte le cittĂ  siano collocati nei luoghi sacri,

che tutte le […] dimorino nei luoghi sacri.

“La pura acqua che spegne il fuoco io porrò opportunamente colà.

Ho perfezionato le regole divine e i sublimi me: nei luoghi che sono stati distrutti, farò in modo che vi sia la pace.”

Dopo che An, Enlil, Enki e Ninhursag

Ebbero creato il popolo dalla testa nera

Gli animali si moltiplicarono per ogni dove, animali di ogni taglia: i quadrupedi furono posti come ornamento adatto alle pianure.

[…] ”Che io possa tenere in conto il loro diligente lavoro, il muratore del paese possa gettare solide fondamenta.”

Quando lo scettro della regalitĂ  fu condotto giĂš dal Cielo,

dopo che l’augusta corona e il trono regalefurono condotti giù dal Cielo,

egli con determinismo perfezionò le regole divine

e i sublimi mepose i mattoni di quelle cittĂ  in luoghi sacri.

Diede loro dei nomi, stabilĂŹ le capitali.

La prima di quelle cittĂ , Eridu,

assegnò al signore Nudmmud;

la seconda, Bad-tibira,

l’assegniò alla “tuttasanta” (Innana);

la tersa, Larak, la diede Pabilsag;

la quarta Sippar,la diede al sublime Utu;

la quinta, Suruppak, la diede a Sud.

I nomi diede a queste cittĂ , stabilĂŹ le capitali.

Non arginò l’alluvione, ma scavò il suolo e incanalò l’acqua,

dispose la pulitura dei piccoli canalie dei fossati per l’irrigazione.

[…] Pianse allora Nintu sulle sue creature,

pianse la pura Innana a causa delle genti,

Enki si consigliò con il suo stesso animo.

An, Enlil, Enki e Ninhursag,

gli dei dell’Universo, giurarono sul nome di An e Enlil.

In quel tempo Zi-u-sud-rĂ  era re e sacerdote di vaticini;

una capanna edificò

con devozione, con parole ben appropriate, con timore

Giorno dopo giorno, con regolaritĂ , stava lĂ ;

qualcosa che non era un sogno sopraggiunse:

parole di un giuramento stipulato tra Cielo e Terra.

La loro opposizione portarono gli dei fino al Ki-ur-Zi-u-sud-rĂ  udĂŹ,

stando sul lato,stando sulla sinistra, del muro laterale“

Muro laterale, ti devo parlare!

Presta attenzione alle mie parole,

presta l’orecchio al mio avvertimento:

per nostra iniziativa un Diluvio sui luoghi di culto si abbatterĂ ,

la progenie dell’umanità sarà annientata.

E’ una sentenza definitiva,

la decisione dell’assemblea (divina).

Per la parola detta da An,Enlil,Enki e Ninhursag,

nella regalitĂ  il periodo di governo avrĂ  fine.

Adesso”[…] I venti maligni e i venti di tempestatutti insieme si adunarono:

il Diluvio sui culti imperversò.

Sette giorni e sette nottiIl Diluvio sul paese dilagò.

L’arca nel Diluvio il vento maligno sballottò.

Il sole uscĂŹ, gettando luce su cielo e terra.

Zi-u-sud-rà un’apertura fece nella grande arca

E il sole e i suoi raggi all’interno della grande arca gettò.

Zi-u-sud-rĂ , comportandosi da re,

si prostrò davanti al dio –Sole, baciando la terra.

Il re buoi sacrificò

E rese numerose le pecore (da sacrificio).

[…] Lo scongiuro del soffio vitale del cieloe del soffio vitale della terra invocate.

An ed Enlil, il soffio vitale del cielo

E il soffio vitale della terra vi sia d’aiuto.

La distruzione si allontana dalla terra, se ne va.

Zi-u-sud-rĂ , comportandosi da re,

si prostrò davanti ad An ed Enlil, baciando la terra.

An ed Enlil (a) Zi- u-sud-rĂ  con la moglie

Vita (eterna), come un dio gli diedero.

A vita eterna, come un dio, lo elevarono.

Allora, Zi-u-sud-rĂ  il re,

colui che aveva salvaguardato le progenie dell’umanità

nel momento della distruzione,

in un altro paese, nel paese di Dilmun,

dove sorge il dio-Sole, fecero vivere.

Articolo di Redazione AG

(Fonte:civiltaanticheantichimisteri/misteromania.it)

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